TEATRO ANTICO

Il Teatro Greco

L’importanza sociale del teatro nel mondo greco è evidente se si tiene conto della cura e dell’impegno architettonico che le città posero nella costruzione dei propri teatri. Strutturalmente le parti principali dell’architettura teatrale greca sono l’orchestra (orkestra), la cavea (koilon) e la scena.

L’orchestra (il termine deriva da “orhkeo” = danzare) era lo spazio destinato alle evoluzioni e spostamenti del coro. Nei teatri greci più antichi era di forma circolare, o raramente trapezoidale, o poligonale; nei primi teatri monumentali è circondata per poco più della metà del perimetro dalla cavea, addossata quasi sempre a un pendio naturale. Un canale coperto (euripo) di lastre correva tutto intorno all’orchestra, per permettere all’acqua della cavea di defluire. Il piano dell’orchestra era di terra battuta. Ai lati erano due entrate (parodoi) poste tra le testate della cavea e la scena: esse servivano sia per gli spettatori, sia per gli attori, e sia per il coro. Nel periodo ellenistico gli attori compariranno sul proscenio dalla parte della scena.  La cavea aveva la forma di un semicono In età classica era diviso in più settori sovrapposti separati da un corridoio (diazoma); scalette radiali dette kerkides dividevano il koilon in cunei affiancati detti klimakes.teatro

  1. orchestra

  2. proscenio

  3. scena

  4. parascena

  5. parodoi

  6. stoà

  7. koilon

  8. diazoma

  9. klimakes

  10. teatron

I sedili furono dapprima in legno (ikria), poi furono fatti in pietra: un piano superiore su cui sedeva lo spettatore, e uno inferiore leggermente curvo su cui poneva i piedi. Esisteva, in basso una proedria, cioè una fila di sedili d’onore destinata ai sacerdoti e ai personaggi ufficiali,. La cavea era in genere costruita scavando o adattando un pendio naturale del terreno (i romani invece costruiranno tutto artificialmente).La scena serviva in origine per accogliere costumi e attori, ed era un semplice insieme di tende. All’inizio del V secolo diventò una costruzione in legno, con un corridoio che serviva come deposito. A partire dal V secolo almeno si crearono i parasceni, ovvero due strutture laterali alla scena, posti in posizione avanzata. Gli sfondi principali in uso nel V secolo, per quanto se ne sa, erano: il tempio con recinto e bosco sacro, il palazzo con porta reale posta al centro, la porta del gineceo e degli ospiti ai lati, la tenda militare, il paesaggio marino o di campagna.

Il BOULEUTERION

Si tratta di un tipo di edificio pubblico presente in molte città greche e utilizzato per le sedute della boulè, il consiglio supremo, spesso collegato al culto di Zeus onorato nell’ altare presente all’interno dell’edificio stesso. Nell’aspetto il bouleuterion. può essere paragonato al teatro perché dotato di una cavea a gradinate che potevano essere di forma semicircolare o rettilinee e perpendicolari. Al centro di esse si trovava uno spazio paragonabile all’orchestra teatrale ma molto più piccolo dove trovava posto l’altare La struttura doveva essere coperta da un tetto di cui spesso si conservano le colonne di sostegno poiché le riunioni della boulè si tenevano anche in inverno.

bouleuterion mileto 175 a.C.

  Bouleuterion di Mileto

UN ESEMPIO IN SICILIA: IL TEATRO E IL BOULEUTERION DI AKRAI.

Akrai, si erge su un alto colle dalle pareti rocciose ripide e inespugnabili, edificata intorno al 664-663 a.C. dai corinzi siracusani, 70 anni dopo la fondazione della città di Siracusa. Per la sua particolare posizione strategica la cittadella, per lungo tempo, fu considerata la sentinella dei confini meridionali del territorio siracusano ed ebbe un notevole sviluppo e floridità economica.

Il Teatro Greco di Akrai fu individuato e portato alla luce da Gabriele Iudica nella fortunata campagna di scavi del 1824. Sembra sia stato edificato, assieme all’attiguo Bouleuterion, negli anni della monarchia di Gerone II, a metà del II sec. a.C. Ma diversi archeologi attribuiscono la costruzione al periodo tardo-ellenistico. Il teatro non è scavato nella roccia, come quello siracusano,e come prevedeva la prassi costruttiva dei greci, ma è adagiato su un pendio naturale opportunamente preparato con pietrame a secco su cui poggiano, sovrapponendosi, i blocchi delle gradinate. Queste, secondo i canoni dell’antichità classica, guardano a settentrione e godono di un formidabile scorcio panoramico sui monti Iblei e sullo sfondo l’Etna.

Il “koilon” (cavea) è composto da nove cunei, di diverse dimensioni, separati da otto scalette. Lo Iudica ricostruì dodici fila di sedili, ma è probabile che nella parte centrale i gradini potessero essere molto più numerosi. Nei cunei laterali, invece, lo sviluppo dei gradini era limitato dai rispettivi muri di sostegno.. Nella parte alta del settimo cuneo si apre una stretta galleria che conduce al bouleuterion. Non si sa quando né perché fu scavata; forse per unire rapidamente e “privatamente” il teatro, assise popolare, con il luogo in cui si riuniva la “boulé”, il senato, oppure per accedere direttamente dall’ “agorà”, che si apriva davanti al bouleuterion, al teatro.

L’orchestra, spazio in cui durante le rappresentazioni teatrali si muoveva il coro, è di forma semi-circolare. E’ questo un fatto singolare dal momento che tutti gli altri teatri greci hanno l’orchestra di forma circolare. Così la scena anziché sorgere al limite dell’area circolare è molto più avanzata, con la fronte proprio sul diametro dell’orchestra.. La scena, con pavimento ligneo, aveva una profondità di circa 3 m ed era chiusa da un muro.

Le ridotte dimensioni del teatro, la gradinata asimmetrica, la compressione della scena, si possono spiegare solo col fatto che probabilmente il complesso teatro-bouleuterion venne costruito in un’area urbana centrale, già edificata ed angusta e già delimitata dall’ “agorà”, dal decumano, dalla porta monumentale d’accesso alle latomie.

Il teatro, in età romano-imperiale, subì delle modifiche; venne costruita una nuova scena più avanzata di m 2.20 che ridusse lo spazio dell’orchestra.akrai_aerea_sr_N

Il Bouleuterion

Attiguo e collegato al teatro da una galleria, si trova il “bouleuterion”. Questo interessante monumento scoperto da Gabriele Iudica nel 1820, fu portato alla luce e studiato nel 1944 dallo studioso Luigi Bernabò Brea.
La costruzione fu, in un primo momento, considerata un piccolo teatro al coperto, per audizioni musicali (odeon). Ma è ormai certo che fosse un bouleuterion, luogo in cui si riuniva il senato (boulé) di Akrai. Una piccola costruzione coperta che all’interno conteneva una piccola orchestra semicircolare e un “koilon” diviso da tre cunei con sei fila di gradini-sedili.

I blocchi dei sedili sono simili, e più conservati, a quelli del teatro perciò i due monumenti possono ritenersi coevi. Del monumento restano, oggi, parte della breve gradinata e le robuste fondazioni perimetrali che ne hanno consentito una sicura ricostruzione. Il bouleuterion si apriva sulla piazza (agorà) della cittadina, è probabile che l’esiguità dello spazio disponibile abbia motivato la scelta singolare di addossare il monumento al teatro.

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