F. Lloyd Wright. La Casa sulla cascata. (1)

Wright è un mago, possiede la chiave dei più riposti segreti della natura. Il signor Kaufmann non è un mago, ma possiede abbastanza dollari e fantasia da potersi concedereil privilegio di vivere esperienze eccezionali. Il mago porta il signor Kaufmann nel cuore della foresta, presso una cascata:un luogo solitario, dove non si ode che lo scroscio dell’acqua e lo stormire delle fronde. Compie i suoi gesti rituali, celebra le nozze tra il signor Kaufmann e la vergine Natura, come i Dogi lo sposalizio di Venezia col Mare.Ora, tra i possessori di molti dollari, il signor Kaufmann è un privilegiato: ha avuto la rivelazione, ha vissuto un’esperienza estetica unica al mondo, si è annidato nel cuore della Natura e la possiede. L’architetto-mago gli ha dato uno strumento meraviglioso: non appena ne varca la soglia, lo strumento si mette a funzionare: il suo funzionamento consiste nel portare lui, signor Kaufmann, nel più riposto e significativo recesso della Natura. In altre parole: Wright ha preso un esponente della classe dirigente americana, un ottimo produttore, e ne ha fatto un artista creatore. Chi non sa che la creazione è il momento supremo, metafisico della produzione?Chi sono, per Wright, la Natura e il signor Kaufmann, i due dati del suo problema? La Natura vergine e selvaggia ha in sé l’essenza della vita, i principi organici dello spazio: gli alberi che salgono con i fusti diritti a cercare la luce, e legano il cielo alla terra; il torrente che scende dal monte e scorre nel piano finché non trova il vuoto, e precipita; i grandi lastroni di pietra che nel corso infinito del tempo il flusso dell’acqua ha modellati e levigati, Il signor Kaufmann o, per lui, l’architetto-mago è un antico saggio orientale che sa interpretare le voci segrete della Natura; ma è anche un uomo civile e moderno. Conosce l’Europa, e proprio qui, nel cuore della foresta, gli sovviene della più razionale e meno naturalistica teoria europea della forma:quella della corrente neo-plastica olandese, di Van Doesburg e Vantongerloo. È al corrente degli ultimi ritrovati tecnologici, adopera con sicurezza il cemento, il ferro, il vetro:per andare nella foresta non occorre vestirsi da boscaioli. (…) Il match signor Kaufmann-Natura si è concluso con la vittoria, ai punti, del signor Kaufmann. Ad ogni fine di settimana arriva con i suoi ospiti dalla città piena di fabbriche, di banche, di smog, di poveri diavoli che si ammazzano di lavoro per pochi dollari, di negri che lucidano scarpe e aprono porte di ascensori. Attraversa un ponte, che per puro miracolo non è levatoio. Ed eccolo pronto a ripetere il rito della rivelazione, a congiungersi con la Natura vergine e selvaggia. Il lunedì mattina egli torna tranquillamente in ufficio.

(1) G.C.Argan, L’Arte Moderna 1770/1970

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